Costruire un intervento ri-educativo incentrato sulla pratica del cammino si propone di rispondere ad alcune delle esigenze che spesso appartengono agli individui che cercano di emanciparsi dall'esperienza del reato e della carcerazione, come quelle di riconnessione con il territorio e il tessuto sociale, l'autonomia e la ri-creazione di un'immagine di Sè diversa.
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I territori in cui si sceglie di camminare non sono solamente scenari da attraversare, bensì veri e propri mediatori attivi di questi processi trasformativi. Luoghi da ri-abitare, dove avviene il difficile lavoro di riparazione di passate ferite, inflitte e subite.
In questo senso un aspetto importante del progetto riguarda proprio l'individuazione e l'incontro con alcuni interlocutori significativi che abitano questi territori.
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Anche la narrazione attraverso fotografie e video riveste un ruolo fondamentale in questo progetto, poiché permette di documentare e ri-osservarsi nelle esperienze vissute, promuovendo un processo educativo e riflessivo. I partecipanti saranno partecipi, se non protagonisti, nell'obiettivo di creare materiale audiovisivo che da un lato possa offrire una testimonianza completa del percorso, condivisibile con la comunità e i principali interlocutori (cittadinanza e stakeholders), e dall’altro favorire una rielaborazione personale e collettiva delle esperienze attraverso lo strumento video.
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Infine, per la valutazione scientifica degli obiettivi attesi e dell'impatto si utilizzerà il sistema MIDV (Modulo Integrato di Documentazione e Valutazione): nato dal sistema di valutazione ATES validato in Nord America e successivamente rivisto e adattato specificatamente per questa tipologia di cammino con il Centro di Ricerca sull'Educazione e la Formazione Esperienziale e Outdoor -CEFEO- di UNIBO, Università di Bologna, del quale siamo collaboratori.
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